IL PERIODO “CALDO” DELLE DICHIARAZIONI FISCALI NEL MIO STUDIO DI COMMERCIALISTA E’ ARRIVATO: AUMENTO DEL LAVORO, INCOMPRENSIONI TRA IL CAPO, I DIPENDENTI E I COLLABORATORI, SE MI FACESSI AIUTARE DA UN COACH?

Il periodo estivo negli studi professionali dei commercialisti è da sempre un periodo di superlavoro, concitato, faticoso e stressante.

Il commercialista, oltre a dover gestire il cliente nervoso al pensiero di dover pagare le tasse e pure lui, si trova a dover fronteggiare un carico di lavoro maggiore e, nello stesso tempo, a coordinare collaboratori e dipendenti in un momento di attività frenetica in cui invece sognerebbe che lo studio fosse una macchina perfetta che procede da sola, senza intoppi…

Le frasi di sfogo ricorrenti dei miei clienti commercialisti riferite al personale dello studio sono:

  • non prendono mai l’iniziativa, dormono;
  • perdono tempo;
  • non capiscono le priorità;
  • non sanno far fronte alle emergenze;
  • si perdono in un bicchier d’acqua;
  • devo fare tutto io daccapo, ricontrollare quello che hanno fatto;
  • non riesco a delegare, non posso, non mi fido;
  • si lamentano, pensano solo allo stipendio, non si entusiasmano per il lavoro.

La soluzione frettolosa a cui ricorrono prima di interpellarmi è aggiungere forza lavoro temporanea, scelta a caso perché non c’è tempo, a volte addirittura famigliari mai visti prima in studio si improvvisano esperti fiscalisti, gettando ancora più scompiglio e malumore tra i dipendenti abituali che invece di sentirsi supportati e compresi, percepiscono ostilità e disapprovazione. E il malcontento di tutti avanza…

Regola numero UNO

Una buona organizzazione delle risorse umane di studio non si improvvisa. Gioca di anticipo.

La pausa estiva potrebbe essere un buon momento, oltre a concederti il meritato riposo,  per ripensare a come vorresti fosse organizzato lo studio da questo  punto di vista: chi voglio avere al mio fianco per affrontare i prossimi incarichi serenamente e senza perdere di vista gli obiettivi che mi sono dato?

Questa analisi va di pari passo con il modello di studio che hai oggi e quello che vorrei avere domani, è un lavoro che richiede tempo, ma che fatto con l’aiuto di un esperto, nel mio caso con un percorso di coaching mirato, potrà in un secondo momento permetterti di focalizzarti solo su quello che ti piace fare nella professione e alleggerirti di tutte quelle cose che oggi trascuri perché non fanno parte della professione in senso stretto, ma che sono essenziali per rendere il tuo studio efficiente e dargli un assetto ben equilibrato, sotto tutti i punti di vista: benessere, economicità e sviluppo.

Regola numero DUE

Se sei in emergenza, il periodo critico è questo (giugno/luglio), dedica mezza giornata (forse basta meno) senza fare nient’altro (intendo non guardare mail, né rispondere al telefono), a “fare con quello che c’è” al meglio, ossia riorganizza per le prossime settimane i compiti tra le persone impiegate al momento, senza scoraggiarti e perdere tempo in critiche inutili, seguendo questo criterio: chi nel mio gruppo sa fare questo lavoro meglio in termini di tempo, risultato tecnico, soddisfazione del cliente?

Non aver paura di cambiare qualcosa, di essere frainteso, le novità piacciono.

Ridistribuisci i nuovi compiti alle persone motivando il cambiamento, come se stessi facendo  un test, niente di definitivo, per valorizzare le attitudini dei singoli, non una punizione ma un premio, e ciò per il benessere di tutti!

Le persone che hai in studio sono, infatti, molto probabilmente già in numero  sufficiente a far fronte alla mole di lavoro, occorre solo fare più attenzione a  quello che in questo momento fanno meglio, potrebbe essere una mansione a cui non hai mai pensato prima: inutile far quadrare una scheda contabile a chi più proficuamente può raccogliere i documenti dal cliente nervoso perché semplicemente più empatico della segretaria che è attualmente alla reception.

Otterrai il meglio dai collaboratori se lavorerai con loro “cosi come sono”, non forzandoli in direzioni che non sentono e chiedendo cose che non possono dare, solo espandendo poco alla volta i loro orizzonti se ne avverti la loro esigenza, magari nascosta.

Trattenere e motivare chi hai già in studio sarà il tuo obiettivo per i momenti di emergenza, e non solo…

Regola numero TRE

Individua lo studio ideale per te, quello che ti renderebbe veramente felice, osa e non essere pigro, prendi carta e penna, inizia a scrivere con più dettagli concreti possibili quello che vorresti (luogo dove lo apriresti, n. di persone con cui lavorare, tipologia di clienti e di fornitori, materie prescelte, orari preferiti…), lascia da parte i MA e i SE…

Se è arrivato il momento di rivedere le scelte strategiche del tuo studio ti aiuterò a trasformarlo in base ai tuoi desideri e a fare un piano concreto per arrivare all’autunno con una nuova immagine di studio, una squadra produttiva e unita da uno scopo comune, quale momento migliore se non l’estate?

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